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Bake my day: come cucino le mie giornate di MW




Fare torte è una mia passione da sempre, come i romanzi, la scienza e le fate.


Fare torte buone, e magari belle, non è solo maneggiare correttamente gli ingredienti: è un'arte. Esattamente come ottenere un risultato da una coltura di cellule sul bancone di un laboratorio. Infatti, spesso i ricercatori sono anche dei bravi cuochi e a volte dei musicisti, gente colta e creativa insomma, un po' fuori di testa, diciamocelo.


Unire con creatività e sapienza gli ingredienti delle mie giornate è un vero equilibrismo mentale. Un momento me la sbrigo con i visual di prodotto, il momento dopo cerco di dialogare in macchina con adolescenti da me partoriti, per poi fare qualche ricerca per il mio libro fantasy (che finirò tra un numero inconoscibile di anni). Mentre passeggio con il cane potrei trovare buone idee per una serie di articoli per pazienti con qualche malattia rara. E mentre giro il risotto, potrei riflettere sui troppi impegni che ho già preso con la mia associazione per i diritti umani.


Poi non chiedetemi perché verso le 21.00 svengo.


La cosa bella è che a breve si aggiungerà un ingrediente tutto nuovo che potrebbe essere il cacao della mia torta.

Inizierò a collaborare con una fondazione che finanzia progetti di ricerca per una grave malattia neurologica, occupandomi della comunicazione laica!

Questa opportunità mi riavvicina al mondo della ricerca e delle mie sempre amate neuroscienze.


Non tralascerò i vecchi clienti: continuerò a mettere insieme cene a base di grafici di efficacia e sicurezza, condire localizzazioni, stufare a fiamma lenta executive report di eventi e impilare piatti di argomenti per i piani editoriali.


Ma finalmente scoprirò come ci sta il cacao, sulla mia torta.


 
 
 

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